Paradosso del cielo

Il futuro del turismo sostenibile

Modern turizm endüstrisi büyük bir çelişkiyle karşı karşıyadır. Uzun yıllar boyunca turizm “bacasız sanayi” olarak romantize edilmiş olsa da, bugün küresel sera gazı (GHG) emisyonlarının yaklaşık %8 ila %10’undan sorumlu önemli bir çevresel bozulma kaynağı hâline gelmiştir. Bu durumu daha net ifade etmek gerekirse; küresel turizm sektörü bağımsız bir ülke olsaydı, dünyanın en yüksek emisyon salan ülkeleri arasında yer alırdı. Bu “varoluşsal paradoks”, sektörün hayatta kalmak için ihtiyaç duyduğu doğal varlıkları — güzel kıyı şeritlerini, dağ ekosistemlerini ve istikrarlı bir iklimi — sistematik biçimde tahrip ettiğini göstermektedir.

Bu krizin merkezinde hareketlilik ikilemi bulunmaktadır. Ulaşım, özellikle uzun mesafeli havayolu taşımacılığı, turizmin karbon ayak izinin yaklaşık %49’unu oluşturmaktadır. Paris Anlaşması küresel sıcaklık artışını 1,5°C ile sınırlandırmayı hedeflese de, havacılık sektörünün mevcut büyüme eğilimi bu hedeflerle uyumlu değildir. Sürdürülebilir Havacılık Yakıtları (SAF) ve elektrikli enerji sistemleri gibi yenilikler umut verici görünse de, bunların yaygın uygulamaya geçmesi uzun vadeli bir perspektif gerektirmektedir. Bu arada destinasyonların, yüksek düzeyli politik taahhütler ile sahadaki uygulamalar arasındaki boşluğu kapatmak için dikkatli karbon yönetim planları geliştirmesi ve karbon dengeleme (ofsetleme) girişimlerine katılması gerekmektedir.

Oltre agli impatti atmosferici, il settore sta affrontando anche una crisi da overtourism su scala locale. In città globali come Venezia, Barcellona e Kyoto, il numero di visitatori ha superato di gran lunga la capacità per cui strade, sistemi idrici e servizi pubblici erano stati originariamente progettati. Questo fa sì che le infrastrutture locali fatichino a sostenere un numero così elevato di persone allo stesso tempo, creando seri problemi alla regione. Il rapido aumento degli affitti a breve termine, il cosiddetto effetto Airbnb, ha fatto lievitare notevolmente i prezzi e gli affitti delle abitazioni, costringendo i residenti di lunga data ad abbandonare il quartiere. Anche lo squilibrio nel consumo di risorse è impressionante, con i turisti che consumano da tre a otto volte di più l'acqua nelle aree a scarsità d'acqua rispetto agli abitanti del luogo. Queste disparità non solo sfidano i principi di giustizia intergenerazionale, ma favoriscono anche una sistematica resistenza sociale alla rigenerazione urbana orientata al turismo.

Sebbene i meccanismi di governance globale del clima, come i processi della COP e la Dichiarazione di Glasgow, offrano impegni di alto livello, spesso c'è un grave scollamento a livello di attuazione. È qui che si rendono necessarie interfacce di attuazione come Go Green Globalis. Queste strutture, che trasformano le regole internazionali in piani locali e pratici, svolgono tre ruoli principali:

Standardizzazione: Gli obiettivi chiari e misurabili sono fissati attraverso sistemi come il Certificato di Turismo Sostenibile. Questo processo garantisce che tutte le aziende seguano gli stessi standard elevati, rendendo più facile il benchmark e la valutazione delle prestazioni ambientali del settore.

Sviluppo delle capacità: Alle imprese viene fornito un supporto pratico per il calcolo dell'impronta di carbonio e per una gestione più efficace dei rifiuti. Inoltre, vengono fornite indicazioni per aumentare l'efficienza energetica, consentendo alle aziende di ridurre l'impatto ambientale e i costi operativi.

Convalida: Gli audit ufficiali sono condotti da esperti indipendenti per verificare l'autenticità delle dichiarazioni ambientali. Questo passo costruisce un forte rapporto di fiducia con i viaggiatori e previene le pratiche di greenwashing che cercano di creare un'immagine di rispetto dell'ambiente senza alcuna azione concreta.

Il modello tradizionale di turismo, basato esclusivamente sull'attrazione del maggior numero possibile di visitatori e sulla crescita di anno in anno, non è più valido. Questo approccio si concentra solo sul numero elevato di visitatori, ignorando la salute a lungo termine dell'ambiente e delle comunità locali. Il settore si sta ora orientando verso un approccio “Alto valore, basso volume”. Questo modello privilegia la qualità dell'esperienza e la profondità del contributo all'economia locale rispetto al semplice numero di visitatori. Il turismo rigenerativo mira non solo a proteggere l'ambiente, ma anche a creare un impatto netto positivo. In questo contesto, una parte delle entrate turistiche viene reinvestita direttamente nel ripristino dell'ecosistema e le destinazioni vengono lasciate in uno stato migliore di quello in cui sono state visitate.

Di conseguenza, l'era dei viaggiatori innocenti è finita. Il settore si trova a un bivio tra un'espansione incontrollata e una trasformazione necessaria e gestita. Il futuro del turismo appartiene ad attori che pongono l'accento sulla responsabilità nei confronti del carbonio e sullo sviluppo equilibrato delle comunità locali. Con questa consapevolezza, il turismo diventa un potente strumento per riparare e guarire il mondo, non solo un'attività che consuma risorse.

FONTE:

Lenzen, M., Sun, Y., Faturay, F., et al. (2018). “L'impronta di carbonio del turismo globale”. Nature Climate Change.
UNFCCC e YOUNGO. LCOY, RCOY e COY: La struttura interconnessa della governance climatica giovanile.
UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo). (2024). Il turismo e lo sviluppo sostenibile
Obiettivi - Viaggio verso il 2030. Madrid: UNWTO.
Go Green Globalis. (2025). Visione aziendale e standard di sostenibilità
Gössling, S. e Higham, J. (2021). “L'imperativo delle basse emissioni di carbonio: La gestione delle destinazioni in presenza di un cambiamento climatico urgente”. Journal of Travel Research.
Peeters, P., et al. (2019). Emissioni di CO2 dal turismo: Stato e tendenze globali.
Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo (WTTC). (2024). Ricerca sull'impatto economico: tendenze globali.